Der Spaziergang

Der Spaziergang

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Nell'estate del 1988 un cameriere di Rostock, RDT, raggiunse con una piccola imbarcazione di fortuna le coste della Danimarca e, da lì, Travemünde, RFT. Il fatto suscitò un certo scalpore sulla stampa tedesco-occidentale. Non fu la fuga in sé a fare notizia: ce n'erano state molte altre e ben più rocambolesche - né qualcuno poteva sospettare che quella fosse una delle ultime, lungo un confine fra le due Germanie che un anno dopo non ci sarebbe stato più. Fece notizia, invece, l'intenzione, immediatamente messa in chiaro da quello strano profugo, di voler far ritorno all'Est, una volta realizzato il proprio sogno: visitare l'Italia fino a Siracusa, sulle orme del suo illustre conterraneo Seume, autore appunto della Passeggiata fino a Siracusa nell'anno 1802. Ispirandosi direttamente a questo fatto di cronaca, Delius ne ha dato una ricostruzione narrativa che mescola con efficacia i toni della suspense a quelli di una lucida e amara satira picaresca. È un racconto allegorico delle due realtà tedesche che si contrapposero durante la guerra fredda. Con la sua fuga a scopo turistico-culturale, infatti, il cameriere Paul Gompitz, ostinato fino all'ingenuità, mette in crisi non soltanto il sistema politico in cui è nato e cresciuto, ma anche il «mondo libero», non abituato a vedersi scegliere «a termine», per la durata di un transito di viaggio. Gompitz, che «fugge per poter ritornare», è uno scomodo anormale, un imprevisto imbarazzante per tutti, di qua e di là dal Muro; lui, di per sé, non dovrebbe esistere, tant'è che i regolamenti non lo prevedono. E qui sta la sua forza disarmante, che fa allineare il personaggio Gompitz in quella galleria ideale inaugurata dal buon soldato Švejk: la galleria degli umili in lotta insperatamente vittoriosa contro le assurde logiche del potere.

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